La gestione integrata della disabilità neuropsichiatrica pre senile –
Venezia 23 febbraio 2018

 

Il convegno nasce dal crescente rilievo che ha assunto nella programmazione socio-sanitaria la presa in carico delle disabilità per la complessità e l’eterogeneità dei quadri e per la multidisciplinarietà che deve essere prevista per il loro trattamento ed assistenza.

Vi fa riferimento il Piano Nazionale Cronicità – Accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e di Bolzano del 15 settembre 2016: “il mondo della cronicità è un’area in progressiva crescita che comporta un notevole impegno di risorse, richiedendo continuità di assistenza per periodi di lunga durata e una forte integrazione dei servizi sanitari con quelli sociali e necessitando di servizi residenziali e territoriali finora non sufficientemente disegnati e sviluppati nel nostro Paese”.

L’obiettivo del convegno è offrire una vision della gestione integrata della disabilità neuropsichica nella cronicità precoce in età adulta.

Esso viene strutturato in due sessioni: nella prima parte viene offerto un panorama epidemiologico dai diversi stakeholders a vario titolo coinvolti; nella seconda parte viene fornita una analisi delle ricadute socio-economiche del fenomeno e viene discusso un modello di intervento multidisciplinare sociosanitario integrato centrato sulla diagnosi funzionale.

Nella prima sessione in particolare viene approfondito il ruolo della residenzialità psichiatrica analizzando la realtà degli Istituti Polesani che rappresenta un punto di riferimento per l’utenza complessa ed eterogenea della cronicità nella disabilità neuropsichica anche precoce.

Viene inoltre analizzata l’importante funzione distrettuale nell’assistenza integrata nei percorsi a minore intensità.

Questo approccio si inserisce nell’ottica del Piano Nazionale che pone l’accento sulla unitarietà di approccio, centrato sulla persona ed orientato su una migliore organizzazione dei servizi e una piena responsabilizzazione di tutti gli attori dell’assistenza (…) con il fine di contribuire al miglioramento della tutela per le persone affette da malattie croniche, riducendone il peso sull’individuo, sulla sua famiglia e sul contesto sociale, migliorando la qualità di vita, rendendo più efficaci ed efficienti i servizi sanitari in termini di prevenzione e assistenza e assicurando maggiore uniformità ed equità di accesso ai cittadini

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